MATRIMONIO 2.0

Sicuramente sei qui perché stai pensando di sposarti, o forse uno dei tuoi amici ti ha
fatto un favore, e ti ha mandato qui, oppure semplice curiosità? Quello che importa
realmente è capire a cosa andrai incontro con il Matrimonio.

Il Grande Passo

Prima di fare il grande passo ci sono un paio di cose sul matrimonio che è necessario sapere. L’istituzione del matrimonio così come lo conosciamo – o meglio, come lo conoscevamo – non esiste più! Ha subito drastici cambiamenti negli ultimi 50 anni; Quello che prima era un impegno di lunga durata, infrangibile salvo le circostanze più gravi, è stato relegato in qualcosa di completamente nuovo, grazie agli sforzi delle Lobby, delle femministe radicali e l’industria divorzio, è diventato una vera e propria TRUFFA ai danni dell’uomo. Nel tentativo di rendere il divorzio, una fattibile garanzia per la donna, per salvaguardare il coniuge che guadagna di meno, compresi i/le bastardi/e traditrici, hanno condannato il matrimonio ad una lenta agonia dalla morte certa, un frutto marcio al suo interno.

Oggi Il matrimonio è una unione temporanea di due individui in cui i costi di uscita sono altamente asimmetrici.. che cosa voglio dire.. voglio dire che al momento del divorzio, un coniuge generalmente ne esce come un rapinatore, mentre l’altro è spinto in una vita di povertà spesso senza fine, senza assistenza dei diritti civili, senza potere economico, disprezzato, deriso, umiliato.. talvolta spinto al suicidio e/o alle più efferate conseguenze, e se vedi qualcuno soffrire dopo il divorzio, molto probabilmente penserai che lui / lei se lo meritava.. Era forse un coniuge terribile? Avrà forse tradito?..sarebbe fin troppo semplice emanare tali ipotesi surreali..

Surreali, è la parola giusta, in quanto tali ipotesi non hanno nulla a che fare con il nuovo matrimonio odierno, tali ipotesi potevano avere una valenza in precedenza, ai vecchi tempi, quando il coniuge doveva dimostrare la COLPA dell’altro per divorziare; Nel “vecchio” divorzio chi aveva la COLPA veniva penalizzato durante il processo del divorzio, doveva dare gli alimenti e doveva dare molti beni coniugali verso la parte lesa. Allo stesso modo, se la colpa era della moglie, che spesso non aveva portato nessun bene nel matrimono, era costretta a lasciare tutto, casa compresa, all’ex marito, ed a pagare persino le spese processuali, La morale pubblica era un fattore determinante per giudicare chi ne usciva fuori pulito e chi con le pive nel sacco!

Durante la seconda metà del 20° secolo tutte le regole di base che disciplinano il matrimonio sono state modificate. Le leggi sono state modificate a tal punto che quello odierno non possiamo più chiamarlo “matrimonio”, per come era conosciuto attraverso i millenni, Nel Matrimonio 1.0 c’erano dei ruoli, giusti o sbagliati che fossero ha poca importanza, quello che conta è che funzionavano ed hanno permesso alla società di evolversi, dopo è stato l’avvento del Matrimonio 1.5, dove divorziare per giusta causa, dimostrando la COLPA, non era piu’ visto come amorale e accettato dalla società; Oggi dobbiamo distinguere questa mutata istituzione con un nuovo nome:

BENVENUTI NEL MATRIMONIO 2.0

Spesso gli uomini vanno incontro al matrimonio pensando di avere a che fare con il Matrimonio 1.0, alcuni più moderni, optano per l’aspettativa del Matrimonio 1.5, tuttavia, nel Matrimonio 2.0, il coniuge che guadagna di più è sempre quello che ha la COLPA – cioè quello che deve lasciare casa, i figli e pagare alimenti – e chi guadagna di meno è sempre “innocente” – cioè quello che prende tutto, figli compresi ed ottiene gli alimenti a vita dall’ex!

Non ha importanza se, come spesso accade, chi chieda il divorzio sia spesso chi ha tradito, solitamente non è un caso che chi voleva il matrimonio fosse il coniuge che guadagnava di meno prima del matrimonio – e spesso le due figure combaciano! – non importa poi quanto tu possa essere un coniuge perfetto, senza alcuna COLPA, ma reo di non suscitare più amoOOOoore ed emozioni, puoi essere il coniuge più devoto nel mondo, prenderti cura della vostra famiglia, di tua moglie, della casa, dei bambini e rimanere fedele al sacramento del matrimonio, in ogni caso sarai sempre fottuto nel divorzio moderno.

Ci sono alcune cose che inesorabilmente ti fotteranno, quando si è il coniuge che guadagnadi più nel matrimonio 2.0 e la vostra dolce metà decide di uscirne, vediamole insieme:

1. In italia le separazioni ed i divorzi sono in aumento esponenziale.

I tassi di separazione e di divorzio totale mostrano per entrambi i fenomeni una continua crescita: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni erano 158 le separazioni e 80 i divorzi, nel 2010 si arriva a 307 separazioni e 182 divorzi. La durata media del matrimonio al momento dell’iscrizione a ruolo del procedimento risulta pari a 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi.
[fonte: ISTAT (pdf)]

2. divorzio unilaterale

Anche conosciuto come “divorzio senza colpa“, senza alcuna possibilità di ricorso per l’altro coniuge, non c’è niente che puoi fare punto di vista giuridico per fermare il coniuge che vuole divorziare da te, anche se non hai COLPE, nonostante il Ministero delle Pari opportunità, non ci sono leggi equivalenti per proteggere gli uomini in situazioni di abuso in ambito di divorzio.

3. Falsa violenza domestica

Puoi diventare un “Presunto colpevole fino a prova contraria“, sebbene l’istat abbia pubblicato molti dati in proposito, di contro, non esistono in Italia studi ufficiali a ruoli invertiti; vale a dire approfondimenti sulla violenza agita da soggetti di genere femminile ai danni dei propri mariti o ex mariti, partners ed ex partners, parenti a affini di vario grado, questo paradosso statistico viene spesso ampiamente utilizzato per giustificare un aggravante in fase di divorzio.

Analizzando con cura il questionario somministrato dall’ISTAT, viene però da chiedersise detto questionario non sia stato elaborato con il preciso obiettivo di far emergere dati numericamente impressionanti, sui quali costruire un allarme sociale. – Alcuni dei quesiti, però, sembrano finalizzati a raccogliere un numero enorme di risposte positive, descrivendo normali episodi di conversazione sicuramente accaduti a chiunque, che risulta difficile configurare come “violenza alle donne”; Ad esempio:

– la ha mai criticata per il suo aspetto?
– per come si veste o si pettina?
– per come cucina?
– controlla come e quanto spende?

Ai fini statistici non c’è differenza fra un atteggiamento aggressivo e denigratorio ed un consiglio pacato, collaborativo, spesso indispensabile, a volte anche migliorativo.

“cucini da schifo, ti ammazzo di botte se non fai un arrosto decente”
è sicuramente violenza, ma lo diventa anche
“cara, oggi il risotto non è venuto bene come la volta scorsa”

Oppure

“con quei capelli sembri una puttana, ti spacco la faccia se non li tagli”
è sicuramente violenza, ma lo diventa anche
“questo taglio non ti dona, magari fra due giorni mi abituerò, ma ti preferivo con la pettinatura precedente”

Oppure ancora

“non ti do una lira, se vuoi i soldi per la profumeria vai a prostituirti”
è sicuramente violenza, ma lo diventa anche
“non ce la facciamo, mettiamo via i soldi per il mutuo, purtroppo questo mese niente palestra per me e parrucchiere per te ”

L’intervistata risponde affermativamente, quindi le intervistatrici possono spuntare la voce “violenza”, senza che l’intervistata lo sappia.Infatti la domanda non comporta le diciture esplicite “aggressività, violenza,umiliazione”; si limita a chiedere se un episodio è accaduto, poi è l’intervistatrice che lo configura come violento anche se l’ignara intervistata non lo percepisce affatto come tale.

4. Depenalizzazione di adulterio

L’adulterio non è più un reato, tuttavia lo è il mancato pagamento di alimenti per un coniuge adultero (sic!)

5. Perdita della custodia dei bambini

La custodia dei bambini è spesso assegnata, dai tribunali familiari, al coniuge che guadagna di meno. Fondamentalmente in italia questo equivale – nella maggior parte dei divorzi – a quanto segue: “Addio papà, ciao Bancomat!” con tutte le altre situazioni in precedenza e di seguito esposte.

6. Mancanza di un fattivo controllo sull’affidamento condiviso

Il diritto di vedere i propri figli, per un padre, non ha la stessa valenza giuridica del pagare gli alimenti alla ex moglie, nel primo caso infatti non vi è il benchè minimo controllo di legalità, nel secondo invece si puo’ arrivare a pignorare direttamente in busta paga quanto dovuto alla ex! Lo Stato forte coi debili e debole coi forti fa rispettare gli obblighi di pagamento con il pugno di ferro, ma non alza un dito per far rispettare l’altro lato del patto, che è il diritto di visita del padre. Se si manda la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza per sorvegliare sull’effettivo pagamento degli emolumenti mensili, come mai non avviene lo stesso per l’obbligo del genitore affidatario, a consentire la visita dei propri figli al padre?

7. bambini usati come strumento di schiavitù economica maschile

Nella maggioranza dei divorzi, in presenza di minori, premendo sul bene primario dei figli, l’uomo è spesso costretto a erogare somme di denaro ben superiori a quanto spendeva per loro in costanza di matrimonio, sommato al mantenimento della ex, alla perdita della casa, ad un sicuro affitto da pagare ed alla mancanza di legislazioni paritarie, l’uomo viene ridotto in condizioni economiche svantaggiose, tali a volte da suscitare suicidi e/o efferati delitti passionali, quando va bene, si aumentano semplicemente le statistiche sui nuovi poveri.

Ottocentomila ridotti in povertà da divorzi e separazioni – Secondo i dati, tanti impiegati ed operai, l’80% uomini, vengono “salvati” ogni giorno dalla Caritas. Un fenomeno che ha visto 50 mila casi a Milano, 90 mila a Roma. E’ l’allarme dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, in relazione al rapporto Caritas/Zancan sulla povertà. “Anche impiegati ed operai che, sulla carta, godono di una busta paga di circa 2.000 euro netti al mese, e quindi non censiti tra i cosiddetti ‘poveri’, possono trovarsi in situazioni di tracollo economico laddove devono versare per il mantenimento dei familiari e/o per il mutuo della casa coniugale quasi il 70% del loro stipendio”, spiega il presidente nazionale dell’Ami Gian Ettore Gassani.

8. Versare gli Alimenti anche se non si ha COLPA

In molti casi, la COLPA non è più un fattore di valutazione se sia lecito o meno far erogare gli alimenti alla controparte. Quindi ci sono un sacco di casi di “coniuge-A Tradisce, ma il coniuge-B paga!“. In quale altro campo del diritto contrattuale chi rompe il contratto viene risarcito e la parte innocente viene punita? Solo nel Matrimonio 2.0!

9. obblighi unilaterali

Bene, quindi l’ex moglie era abituata ad un certo standard e tenore di vita, per cui faremo pagare – a tale proposito – gli alimenti all’ex marito; Ma che dire delle cose alle quali l’ex-marito era abituato? non dovrebbe esserci una sorta di reciprocità da parte della ex moglie? magari sotto forma di 1 pulizia settimanale al mese, un pasto caldo a settimana?, “romantici” servizi di compagnia per l’ex-marito? una bella scopatina ogni 2 settimane? un pompino ogni 3 settimane? cose che magari accadevano spesso durante il matrimonio per il marito.

Come mai uno dei coniugi è tenuto a fornire qualcosa che l’altro gli ha garantito in costanza di matrimonio e l’altro non è obbligato a fornire qualcosa?

10. Alimenti a vita

Contrariamente alla credenza comune, in molti casi l’uomo veste l’attore principale in colui che paga alla donna l’assegno di mantenimento a vita, e non c’è nessuna legge che controlli se la sua ex sia o meno intenzionata a trovarsi un lavoro (con la crisi attuale poi, appare pura utopia!)Inoltre puo’ esserci una rivalutazione dell’assegno di mantenimento, alla faccia della defunta scala mobile! Spesso la donna, che ha tradito, la stessa propensa al matrimonio ed al successivo divorzio, porta nella casa dell’ex marito chi se la ingroppava, e vive tranquillamente di questo nuovo reddito maschile, se non andando a lavorare a nero pur di tenere in schiavitù economica l’ex marito! a dare valenza a quanto esposto sono le stesse donne, se fate caso a quelle che si ritengono emancipate, sono le stesse che comunque chiedono il mantenimento, oppure quelle che, non essendo sposate, mai si sognerebbero di convolare a nozze con un uomo che guadagni meno di loro.(vero il contrario)

11. Frode della Paternità

Se non ti accorgi subito che i tuoi figli sono biologicamente i tuoi, lo diventeranno per legge in futuro, anche se proverai che questi figli siano stati il prodotto della sveltina fatta in ufficio da tua moglie/compagna col capo reparto o col tipo delle spedizioni.

Quel che è peggio, è che se tua moglie ti ha tradito e vuole il divorzio, e tu sei in grado di portare il test del DNA in giudizio, spesso sarai comunque costretto a mantenerli ed essere costretto a pagare per gli anni a venire – naturali o legittimi che siano.

In tema di mantenimento del minore, con la sentenza n. 26772, depositata il 13 dicembre 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’obbligo dei genitori di mantenere i figli sorge dal momento della nascita e non dal riconoscimento dello status di figlio naturale.

In primo grado, la domanda di rimborso delle spese sostenute dalla madre di una minorenne era stata respinta.

I giudici di Appello affermavano poi che il diritto al rimborso delle spese sostenute spettanti al genitore che ha allevato il figlio nei confronti dell’altro genitore, soggetto alla prescrizione decennale di cui all’articolo 2946 del codice civile, non è utilmente esercitabile se non dal giorno del riconoscimento del minore ovvero del passaggio in giudicato della sentenza dichiarativa della filiazione naturale. Investita della questione, la Corte (richiamando Cass. 23596/2006) ha invece precisato che “nell’ipotesi in cui al momento della nascita il figlio sia riconosciuto da uno solo dei genitori, tenuto quindi a provvedere per intero al suo mantenimento, non viene tuttavia meno l’obbligo dell’altro genitore per il periodo anteriore alla pronuncia di dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale,che sorge dalla nascita delfiglio.”

Insomma il diritto di questi ad essere mantenuti, istruiti ed educati da parte di entrambi i genitori, prescinde dal riconoscimento giuridico dello status parentale.

In parole povere? se tua moglie ti appioppa un bebè non tuo, lo devi comunque allevare come tale! – della serie: cornuto e mazziato!

Il matrimonio 2.0 è un contratto in cui l’equilibrio di potere legale, sia all’interno del matrimonio che dopo il divorzio, è fortemente orientato a scapito del capofamiglia primario – Ovvero l’uomo!.

Dato che questa è la realtà giuridica di oggi perché si vuole firmare un contratto capestro, fraudolento ed unilaterale? Ci sono semplicemente obblighi per l’uomo nel matrimonio, queste sono le regole del Matrimonio 2.0. Chiedetevi ora: “Perchè voglio sposarmi? cosa ne guadagno?”.

Conclusione

Quindi, vedete, ci sono molte buone ragioni per non sposarsi – molti svantaggi, rischi e costi di opportunità che potrebbero rivelarsi un errore con conseguenze disastrose. Ora non sto dicendo che il matrimonio è sbagliato per tutti, ma il fatto è che la società non dice alla gente circa le conseguenze, gli svantaggi ed i costi di un eventuale divorzio. E questa è una cosa negativa, specie per i giovani.

Quindi, si dovrebbe fare delle opportune considerazioni prima di sposarsi e pesare bene tutti gli aspetti, anche di un eventuale divorzio, dopo di che, la decisione in ultima analisi, spetta ad ogni persona.

Io non sto cercando di dire a nessuno cosa fare, sto semplicemente informando di ciò che la società non vi dirà parola. Se quanto sopra non vi ha ancora convinto ad evitare questa corrotta istituzione sociale, diventata una immensa trappola legale contro l’uomo, allora andate senza indugio sull’altare a dire “si, lo voglio”.

Annunci

6 risposte a "MATRIMONIO 2.0"

  1. Innegabile. Dovresti andare ad insegnare queste cose nelle scuole al posto della Zanardo che, invece, annebbia le menti dei nostri figli con le sue sciocchezze.

  2. ottimo articolo, chiaro e coerente, che mette a fuoco il problema centrale che oggi asservisce gli uomini sposati : la cancellazione della colpa.
    la cancellazione della colpa, nel divorzio, fa si che la donna possa fare quello che vuole, tanto l’uomo è quello che deve pagare.
    la dona non ha problemi nel parassitare l’uomo, in quanto essere donna le dà un valore aggiunto, almeno agli occhi della grande maggioranza dei zerbini.
    l’uomo invece in tal caso perderebbe la sua ragione d’essere :
    eccolo così costretto, vero bue aggiogato all’aratro, a lavorare e a baciare il bastone ( leggi : alimenti ).
    il matrimonio è, nel mondo occidentale, la truffa del secolo

  3. L’assegno di mantenimento è un’estorsione legalizzata, una violenza finanziaria, uno stupro economico. VA ABOLITO! Se mio figlio ha bisogno di indumenti vado in negozio e gli compro le scarpe, se ha bisogno di mangiare vado al supermercato e gli compro tre carrelli di roba.

    Dare soldi alla ex moglie è una cosa assurda perchè se io le do 100 euro magari 50 se li intasca lei mentre se li gestisco in prima persona sono sicuro che saranno spesi tutti per mio figlio.

  4. Non vorrei arrivare dopo la musica credendo di essere originale,ma mi pare di non aver mai letto da nessuna parte nè mai sentito lanciare l’idea che sto per proporre a chi si accingesse a sposarsi e temesse di trovarsi a mal partito in futuro se il matrimonio non andasse bene.Mi rivolgo a chi possiede un’abitazione dove condurrà la futura consorte e i figli che ne verranno.Visto che in caso di separazione è sempre il marito che deve sloggiare,è bene sapere che in caso di separazione la legge assegna alla moglie e ai figli L’ABITAZIONE DOVE LA FAMIGLIA HA STABILITO LA RESIDENZA(anche se è di proprietà altrui;basta far registrare alla Conservatoria la sentenza di separazione dove si assegna la casa coniugale e questa sentenza diventa opponibile a terzi,compreso il legittimo proprietario,poveraccio)e non per forza LA CASA DEL MARITO.A mio avviso l’unico modo di prevenirsi è DARE IN AFFITTO LA PROPRIA CASA prima di sposarsi e col ricavato AFFITTARE UN’ALTRA CASA dove poi stabilire la residenza della famiglia.In questo modo se il matrimonio va male e sarai sloggiato dalla casa di residenza ti BASTERA’ dare lo sfratto al tuo inquilino per finita locazione e prima o poi riuscirai a rientrarci o potrai anche venderla.Mentre la tua l’avresti persa per sempre,perchè di fatto ne saresti espropriato.Che ne dite?

..scrivi pure la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...